Tre giochini di attualità
E pensa, nessuno di questi è indie. Che borghesi!
È una di quelle rarissime settimane dove non c’è drama dal punto di vista politico, non c’è drama dal punto di vista editoriale e non ci sono nemmeno giochini piccini di cui parlare (a parte l’Early Access di Slay the Spire 2).
Quindi per una volta ci uniformiamo alla pubblicazione videoludica media e parliamo di cose recenti. Con una differenza, però: noi di solito le cose le giochiamo prima di parlarne.
Al posto della segamentale quindi ‘sta settimana raffica di tre seghini firmati rispettivamente da Alteri, da uno stranamente operativo Scibetta e da me. Su tre giochi che non c’entrano una sega (non mentale) uno con l’altro, ma ti piace così.
🦕 Mi sono innamorato di Monster Hunter Stories 3 | minisega #1
di Francesco “TheLawyer” Alteri
Mi sono innamorato di Monster Hunter Stories 3.
Mi sono innamorato del suo grinding forsennato. Mi sono innamorato delle sue meccaniche carta, sasso, forbice. Mi sono innamorato del suo amore verso il mondo e chi lo abita, virtuale o meno.
Ed è assurdo pensare come chi i videogiochi li fa senta il bisogno in questo momento di raccontare il rapporto uomo natura e i danni che l’egoismo umano hanno portato. I cambiamenti climatici che rendono nomadi i popoli e sterminano specie. Un chiaro monito verso chi, invece, continua a girarsi dall’altra parte davanti alla desolazione di tutti i giorni.
L’arte che diventa ancora una volta messaggio, urlo, necessità. Alla faccia di chi continua a dire che questa non è roba politica.
Mi sono innamorato di Monster Hunter Stories 3 perché è un evoluzione narrativa e ludica fatta con il cuore da chi una coscienza ce l’ha. Non certo Capcom che probabilmente ha solo capito che la serie funziona e se ne frega di cosa ci sta dentro.
Ma del coraggio di persone che hanno voluto ancora una volta ricordare a tutti che i mostri in Monster Hunter Stories non sono quelli da combattere, ma chi muove le fila al di là dello schermo.
🔫Marathon è un hero shooter| minisega #2
di Andrea “ADHD” Scibetta
Marathon è un hero shooter.
In Battlefield hai soldatini tutti uguali: cambiano gadget e armi, non il personaggio. E in una squadra ci possono essere le stesse classi.
In Overwatch ci sono personaggi riconoscibili, con un design, una storia, delle armi. E non puoi avere due volte lo stesso eroe in squadra.
I telai di Marathon sono riconoscibili, con movenze e abilità diverse. Però non hanno un nome, non hanno una storia (per ora), non hanno armi uniche, e puoi avere più telai uguali in squadra.
Apex Legends cos’è, se non un battle royale hero shooter? E lì gli eroi non hanno armi uniche e non c’è un limite al pick di eroi uguali.
Team Fortress cos’è, se non un precursore degli hero shooter? Gli eroi non hanno nomi e possono esserci multipli uguali in squadra, ma vi sfido a dire che non sono eroi.
Forse che basterebbe dare un nome ai telai per chiamarli eroi?
E quindi in fondo Marathon cos’è, se non un extraction hero shooter?
🥷 Salvate la fottuta Omega Force | minisega #3
di Pietro “Phatejoker” Iacullo
Salvate Omega Force dalla miniera dei musou.
Ho giocato Pokopia per 40 ore. In ognuna di queste 40 ore ho pensato “cazzo, sono proprio contento che sia questo il gioco del trentennale”.
Pokopia è tutto quello che Rosso Fuoco e Verde Foglia non sono, non possono essere, non vogliono manco essere.
Ti riporta a Kanto, ma la nostalgia non c’entra una sega. Pokopia è un grido d’orrore. Una riflessione su cosa abbiamo fatto al mondo negli ultimi 30 anni. Su come proprio noi che giocavamo ai Pokémon dobbiamo fare quello che fa Ditto per 40 ore: salvare il mondo, nel nostro piccolo.
Un ambiente alla volta - un pokémon alla volta, se serve.
Pokopia è tutto questo mentre allo stesso tempo è anche un gioco con una quality of life pazzesca. Un’apocalisse cozy che colpisce durissimo quando Drifloon ti chiede di poter vivere vicino agli altri, o quando arrivi a quella che era Aranciopoli e scopri che alla fine quel Machop ce l’ha fatta.
Pokopia è un gioco della madonna. Il miglior gioco che potessi chiedere per i 30 anni di Pokémon.
E dopo questa ficata, davvero vogliamo condannare Omega Force ai reskin di Dynasty Warriors?
💾Una poltrona per Round 2 | checkpoint
È giusto che chi fa critica videoludica investa in azioni Nintendo?
[Nintendo qui è una sineddoche. Se non sai cos’è una sineddoche, studia]
La risposta non entra in 60 secondi di reel o in poche righe. Per cui questa volta, devi ascoltarti la puntata del podcast.
🎙️Hell is Us spiegato male | podcast
Se non stai giocando Hell is Us mi spiace un po’ per te.
Non tanto perché ti tocca la 104, ma perché stai dormendo su una perla nascosta.
⛪Patreon & opere di bene
Se ti sono piaciute le stronzate che hai letto qui sopra, sappi che su Instagram, Tiktok e YouTube ne esce una quasi ogni giorno.
Se ti balla la fresca in tasca, c’è Patreon. Se devi pagare qualcuno, paga chi non ti prende per il culo.
🔗DLSS5 è tutta cola nostra | spammini
Spammino autoreferenziale ma più che altro per il flex di aver aperto un pezzo su TGM parlando di Metal Gear Solid 2 e collegandolo agli sbirri che pubblicano foto contraffatte con l’IA.
Fuori la politica dai videogiochi, certo. Ma non quando scrivo io →
Fra l’ha detta giusta. Non che servisse un’apocalisse ambientale per capire che i videogiochi sono politica, ma illudersi che non lo siano nell’anno DOOMini 2026 è prorpio da coglioni.
E anche quando abbiamo l’occasione di non parlare di politica alla fine finiamo per farlo lo stesso, perché non riusciamo a non vederla filtrare sotto le linee di codice in C# e le texture dei giochini. A volte il collegamento è più sfumato, siamo noi a volverlo forzare. A volte perfino Monster Hunter ti dice che dovresti smetterla di dare la caccia alle balene.
Io non posso fare a meno di scrivere questa newsletter ogni settimana. Di registrare una o due ore di podcast, di preparare un po’ di contenuti da vomitare sulle piattaforme del padrone, quelle che usiamo ormai solo per posizionarci perché ci permettiamo ancora il lusso di essere Ellie Schlein, anche se il mondo è infestato dai cordyceps.
Vedi? Non ne posso fare a meno. E se sei arrivatə qui in fondo, vale anche per te.
Esco dal solito schema di inserire Pietro Riparbelli nei giochini per ringraziarlo per la revisione della newsletter perché ogni tanto è giusto farlo come degli esseri umani. Altrimenti a che cazzo serve stare sulle piattaforme dei padroni?


Che bello svegliarsi con la newsletter di gameromancer dopo la vittoria del no al referendum
Fighissimo mh stories 3 il problema è che gira un po' a merda su steamdeck e col gesso non posso andare al pc