Quando la tua sanità mentale dipende da Sergio Mattarella (e da Gabe Newell)
Non c'è correlazione. Un po' come tra il Gamergate e i fasci al governo.
Non devo raccontarti io che le cose vanno malissimo nei videogiochi.
O forse in realtà sì, visto che sostanzialmente qualunque altro profilo che se ne occupa è troppo occupato a succhiare il cazzo di questa o quell’altra azienda. O a difendere i suoi privilegi etichettando i Content Destroyer come squadracce fasciste, mentre per i fascisti veri che stanno attorno ai videogiochi non ha mai fatto una sega.
Non devo raccontarti manco di quanto negli ultimi 5 anni il mondo sia diventato un posto peggiore.
Non perché “hanno abolito il woke”, ma perché chi guida il carrozzone è un bullo ignorante e prevaricatore che si permette di chiamare il Presidente della FIFA per fargli annullare una squalifica, o decide di arrogarsi poteri che non gli competono perché curiosamente quellə dell’ordine e della legalità poi con la legge finiscono sempre a pulirsi il buco del culo.
Ogni tanto, per fortuna, dall’altra parte non c’è Gianni Infantino e qualcuno risponde no. Un po’ come abbiamo fatto quando c’era da votare il referendum della giustizia.
La newsletter di oggi parla di due persone che, quantomeno di tanto in tanto, riescono a dire quei no da cui dipende la nostra sanità mentale.
✊The Italian Steam Machine | segamentale
di Pietro “Phatejoker” Iacullo
Non so se temere di più la morte di Mattarella o quella di Gabe Newell.
Ci pensavo l’altra sera mentre leggevo di come il nostro attuale esecutivo abbia provato a pulirsi il culo con la Costituzione per l’ennesima volta, arrogandosi il diritto di garantire la grazia ad uno stronzo che ha giocato troppo a Battlefield Hardline senza probabilmente manco sapere cosa sia un videogioco.
Mattarella è quella muraglia che per il momento impedisce a questa gente di fottere definitivamente e a sangue il Paese in cui vivo.
Gabe Newell allo stesso modo è quello che impedisce al capitalismo di fottersi definitivamente e a sangue i videogiochi. Con i suoi problemi e le sue ipocrisie, eh, un po’ come per Mattarella.
Newell non si è fatto mezzo problema davanti a curatori che facevano la lista dei giochini da boicottare perché woke, o per i neonazi che usano la sua piattaforma come veicolo d’odio. Se ne è battuto il cazzo dei giochini truffa messi sullo store solo per farmare carte e obiettivi facili, ed è intervenuto delistando roba solo quando i gestori dei circuiti di pagamento elettronico hanno fatto pressione.
Ma per quanto Valve non moderi quasi per un cazzo Steam finché non glielo chiede Mastercard, Steam al momento è l’unico posto dove puoi condividere legalmente la tua libreria, dove non paghi per giocare online o per avere i salvataggi in cloud, dove se i prezzi ti sembrano alti esistono rivenditori terzi.
Dove se ho comprato un gioco e viene tolto dal catalogo sono ragionevolmente sicuro di poterlo scaricare di nuovo. A differenza di PT su PlayStation Store.
Valve si può permettere tutto questo perché a differenza di chiunque altro giochi al gioco dell’industria videoludica non è quotata in borsa. Ma chissà se il successore di Newell rinuncerà a mungerci o si comporterà come una Sony qualunque.
Non so se temere di più il giorno in cui Steam farà i saldi per omaggiare la memoria di Mattarella o quello in cui il Presidente della Repubblica ricorderà Gabe Newell nel discorso di Capodanno.
Ho 35 anni e la mia sanità mentale dipende da due persone che potrebbero non svegliarsi domani.
E non sono manco i miei genitori.
🎙Quanto sono invecchiate PS Vita e 3DS? | podcast
Sempre perché non c’è correlazione ma in fondo sì, com’è che il retrogaming sta tornando così forte? Non è hipsterismo. È necessità. Un po’ come ascoltarsi il podcast.
⛪Patreon & opere di bene
Se ti sono piaciute le stronzate che hai letto qui sopra, sappi che su Instagram, Tiktok e YouTube ne esce una quasi ogni giorno.
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Su quella cosa dei Content Destroyer paragonati alle squadracce fasciste magari ci torniamo su la prossima settimana. Se il mondo nel frattempo ci fa il favore di non andare a troie definitivamente.
Nel maggio del 1899, la banda del carismatico cowboy Pietro Riparbelli tenta di rapinare un traghetto che trasporta circa 150.000$ destinati ai principali correttori di bozze degli Stati Uniti meridionali, nella fiorente città portuale di Typwater.


La difesa del più grande capitalista del mondo dei videogiochi che di fatto ha il monopolio del mercato pc non me la sarei mai aspettata in questa newsletter :O