Quando Arkane Studios è meglio del governo che hai eletto
"Sono solo videogiochi". Eppure chi li fa prende posizione, chi è pagato per prendere posizione scappa.
Giochiamo per l’escapismo.
Vogliamo evadere, lasciare per qualche ora i problemi di questo mondo davanti allo schermo proiettandoci lì dentro. Qualunque cosa rimandi al “fuori”, allora, è nostra nemica. Come se fosse possibile sviluppare un videogioco nel vuoto, senza che il “fuori” penetri esattamente come siamo penetrati noi, come vorremmo penetrare noi.
Quando crei, crei perché hai un’esigenza. E te ne assumi la responsabilità.
La scorsa settimana Arkane ha fatto esattamente questo. Si è presa la responsabilità di essere un Xbox Game Studio, e a dispetto del fatto che Microsoft un anno fa abbia chiuso la loro sussidiaria di Austin si è esposta. Noi invece continuiamo a rivendicare il diritto di giocare per l’escapismo in un mondo che ha fottutamente bisogno di gente che si assuma delle responsabilità.
Prima di litigare (di nuovo) con il Ministero, anche se questa volta sono gli Esteri e non la Cultura, mandiamo in onda i podcastini™.
[podcast] Indiesponenti: videogiochi indie giocati quest’anno (finora)
Pensavi ci fossimo dimenticati dei cestoni indie, ve? E invece eccoci qui col format dove si raccontano i giochini piccini giocati nell’ultimo periodo. Perché i videogiochi hanno questo vezzo che prima di parlarne sarebbe il caso di giocarli, e anche dopo averlo fatto ti devi ricordare che “un bel tacer non fu mai scritto” – figurati detto – e che bisognerebbe fare un po’ di selezione.
L’elenco dei giochini piccini trattati questa volta è:
The Talos Principle Reawakened, che è tecnicamente di Devolver Digital quindi è uno di quelli che gioca a “fingie che sei indie”;
Berserk or Die, pubblicato da Poncle – si quello di Vampire Survivors che ridistribuisce i mezzi di produzione;
Rematch, che è pubblicato da Kepler (gli stessi di Clair Obscur che quest’anno non ne sbagliano una oh);
How 2 Escape: Lost Submarine, di cui trovi pure la rece sul Sacro Blog™
Becoming Saint, di Open Labs con cui siamo collusi (ma il giochino l’abbiamo comprato noi e parliamo soprattutto dei problemi che c’ha il gioco);
Wheel World, che pure questo posera perché è pubblicato da Annapurna ma oh, uno dei dev è il tizio di Nidhogg che è tipo una roba seminale per il movimento indie;
[segamentale] Il deathloop dello scudo crociato
di Pietro “Phatejoker” Iacullo
Gli sviluppatori di Dishonored sono meglio di Antonio Tajani.
I dipendenti di Arkane Studios hanno firmato e pubblicato online una lettera aperta dove chiedono ai loro responsabili, ma soprattutto ai dirigenti di Microsoft (che ha comprato lo studio 4 anni fa), di assumersi le loro responsabilità data la collaborazione dell'azienda con Israele.
"Pensiamo che Microsoft non debba essere complice di un genocidio, e come dipendenti Microsoft non vogliamo essere parte di questo progetto sinistro per Gaza".
La lettera prosegue con delle parole ancora più pesanti: "pensiamo che sia nostra responsabilità in quanto lavoratori nella tecnologia di assicurarci che le nostre creazioni siano usate per far sentire le voci degli oppressi, non per facilitarne la morte".
Tutto questo succede mentre nei videogiochi sono in corso da ormai due anni licenziamenti di massa (anche per via della sempre più frequente sindacalizzazione), e quando un anno fa Microsoft chiudeva proprio la sussidiaria di Arkane ad Austin, in Texas.
Ma mentre chi lavora in Arkane diceva questo, cosa dichiarava il nostro Ministro degli Esteri? "Stanno facendo delle cose inaccettabili a Gaza, ma non è un genocidio".
Siamo arrivati a questo: semplici dev che si assumono quelle stesse responsabilità da cui il nostro governo scappa. Chi dovrebbe fare i suoi interessi stando zitto decide di rompere il silenzio, chi dovrebbe servirci e rappresentarci come popolo prende sempre la strada più sicura.
Dovremmo prendere esempio da chi lavora in Arkane, perché altrimenti i libri di storia ci ricorderanno come i collaborazionisti che stiamo diventando, che siamo diventati.
E oggi è chiarissima la differenza tra chi ha sviluppato Dishonored e chi il disonore lo incarna davvero.
[extra] La soluzione non è vendere i giochini a 40€
Accecati dal successo di Expedition 33 tante, troppe persone che pretendono di analizzare il mercato dei videogiochi si sono convinte che la strada per salvare l’industria fosse quella.
Giochi più piccoli, più sostenibili e più d’autore.
Non hanno preso in considerazione una cosa molto semplice: dove sta scritto che se ha funzionato per Clair Obscur allora funzionerà per tutti?
Questa settimana per chiunque sia iscritto al Patreon di Gameromancer – sì, anche col piano free – abbiamo droppato una riflessione che parte dalla presa bene di troppə sedicenti addettə ai lavori e usa Mafia: Terra Madre come cartina tornasole della loro stoltaggine.
È circa nello stesso formato che usiamo per i reel, solo che dura un po’ di più, è in 16:9 (per quanto su Spotify sia disponibile pure la versione audio, nel caso) e casomai ti piacesse quello che facciamo sappi che iscriversi al Patreon anche solo gratuitamente ti dà accesso a ‘ste cosine (e al video di gameplay di Dragonzain96 che gioca DmC Devil May Cry), ma puoi anche pagare.
Le tier son sempre le solite. Pigia il tastino.
Altre cose di giochini successe negli ultimi 7 giorni
Il Game Pass porta alla bulimia.
di Igno
Secondo uno studio, una buona fetta di iscritti al servizio Xbox salta da un gioco all'altro senza soffermarsi. Un morso al primo, una leccata al secondo, il terzo lo metto nel piattino poi vediamo, tanto ho già pagato.
E io lo capisco che con un'offerta così grande a un prezzo ridotto ci si senta come un pedofilo a Gardaland, però è un modo totalmente tossico di giocare.
Perché se il giochino non ti prende nella prima mezz'ora, ciao, prendo un altro boccone finché non trovo qualcosa che mi piaccia davvero. Se poi sono pieno amen, due dita in gola e ricomincia la giostra.
E allora si rompe tutto perché dall'altra parte chi i giochi li crea deve iniziare a far conto del nostro span dell'attenzione che dura quanto questo reel. Altrimenti spariscono nel cestone virtuale sotto altri duecento titoli.
E pensare di non aver più la pazienza nemmeno per un gioco, davvero mi fa venire da vomitare.
Perdonami, Senua.
di Pietro “Phatejoker” Iacullo
Il 21 maggio dell'anno scorso mi sono cacato addosso. Troppo pesante il ricordo del day one, dell'altro day one, quello di un 8 agosto di 8 anni fa dove mi avevi fatto capire quanto possono dire i videogiochi senza usare mezza parola.
Perdonami perché tu hai passato le ultime 6 ore a sfidare la paura che si manifestava ad ogni gesto usando le voci nella tua testa, mentre io preferivo ascoltare la mia e rimanere nella zona di comfort.
Hellblade 2 è questo. La storia di una persona che esce dalla sua zona di comfort.
Che sa scegliere di impugnare la spada per difendere gli altri ma anche di gettarla via a costo di essere vulnerabile. La storia di chi ha visto qualcosa che gli altri non vedono mentre andava in pezzi e adesso vuole restituirlo, perché non abbiamo bisogno di Dio, abbiamo bisogno di guardare in faccia il mondo così come l'abbiamo creato e di metterci una pezza quando serve. A costo di uccidere Dio.
Forse è per questo che Ninja Theory ha deciso di creare un secondo capitolo meno allegorico e più concreto, per quanto possa essere concreta una storia fantasy.
Forse è per questo che il 21 maggio dell'anno scorso tanti hanno preferito raccontarsi che non fosse un videogioco, perché non siamo abituati a videogiochi che parlano di queste cose usando una lingua fatta di script ed enigmi. Non eravamo abituati nemmeno l'8 agosto 2017.
Il passato deve essere una promessa, non una prigione. Me lo hai detto tu.
E perdonami, Senua, se non ti ho seguito subito.
Per giocare ai videogiochi non ho concluso un cazzo.
di Richard “Castigo1990” Sintoni
Alla fine c'avevano ragione mamma e papà. Per stare dietro ai videogiochi non ho concluso un cazzo nella mia vita.
Non ho concluso un cazzo di quello che avrei voluto veramente fare, nel senso che ho passato quasi sedici anni a seguire il sogno loro invece che il mio. E gira che ti rigira manco mi è riuscito bene, visto che hanno sempre qualcosa di cui lamentarsi.
Vedo lə miəi coetaneə diventare genitori per la prima, la seconda, anche la terza volta. Alcunə sono felici, altrə se ne accorgerebbe pure Bocelli che non lo sono affatto. Io il massimo a cui posso aspirare è una pianta da appartamento e sperare che non crepi.
Vedo ragazzinə con quasi la metà dei miei anni fare vacanze stratosferiche con sotto al culo macchinoni che costano quanto l'appartamento in cui vivo, che per la cronaca è ancora per più della metà di proprietà della banca. La macchina invece è ancora della finanziaria.
Le vacanze invece le faccio in Australia con Sam, a lavorare facendo il portapacchi che è un lavoro di merda ma a qualcunə tocca. "Why me"? Eh sticazzi. Posto sbagliato al momento sbagliato tanto per cambiare.
Sono vacanze da poco ma almeno sono qualcosa che mi aiuta a buttare giù sti cazzo di bocconi amari fatti di aspettative deluse, sia mie che dei miei, e stress da lavoro vero. Quello che tocca per portarsi a casa la pagnotta.
Sai mai che sto cazzo di Death Stranding arrivi IRL davvero. Che tra guerre, recessione, carestie e riscaldamento globale oramai un pulsante reset mi pare l'ultima possibilità che abbiamo per cercare di ricostruire qualcosa.
Ne vuoi ancora?
E allora ammolla il follow su Instagram, Tiktok e/o YouTube. Esce quasi una di queste stronzate al giorno, quasi tutti i giorni. E te le leggiamo noi! Col montaggio video e le ost dei giochini che ti gasano sotto! Gratis! A meno che non paghi il Patreon pezzo di merda, ma altrimenti gratis!
[spammini] Dobbiamo riparlare di Disco Elysium
Un po’ di tempo fa ZA/UM – o per meglio dire il simulacro di ZA/UM che pretende ancora di farsi chiamare così nonostante non sia rimasto più nessuno di chi l’ha creata – ha annunciato Project C4. Project C4 è però tipo il quinto gioco che si propone come "sequel spirituale” di Disco Elysium. Perché?
La faccenda è un assoluto bordello, ma per fortuna c’è ancora chi prova a fare giornalismo serio all’interno dei giochini. E quindi lo spammino di oggi è per People Make Games, che con questo video di due ore e mezza prova a sbrogliare una matassa intricatissima.
Avevamo fatto qualcosa di tangenziale, più legato all’opinione che alla ricostruzione dei fatti, con l’episodio 201. Certo, non era ancora venuto fuori che il libro pedoporno da inchiesta statale pubblicato da Kaur Kender potrebbe averlo scritto Robert Kurtviz.
”Si muore tutti democristiani”, mi disse una volta un amico.
Io penso invece che si possa decidere se vivere tutti democristiani. O morire, quando è il caso di farlo.
Arkane la scorsa settimana ha deciso di morire. O quantomeno, di prendersi un rischio che potrebbe portarla in una cassa di mogano virtuale con l’imbottitura di velluto virtuale. Ha deciso di morire pure Yaeli Harari, una neolaureata in medicina che è cittadina israeliana e ha deciso di andare a ritirare quelle sudate carte indossando una maglietta con scritto “non commettere genocidio”.
“C’era solo un modo degno oggi per ricevere il titolo di dottoressa in Medicina”, ha commentato sui social. Eppure ogni giorno il mio governo, che mi rappresenta anche se non l’ho votato, sceglie la via più indegna.
I nostri rappresentanti rischiano molto meno di queste persone, perché prendere questa posizione al sicuro dentro una democrazia occidentale (per il momento lo siamo ancora) in un momento storico dove lo zeitgeist ha shiftato ed è chiaro un po’ a tuttə che trattasi davvero di genocidio non è di certo un suicidio politico. Eppure scelgono di non fare un gran cazzo, scelgono di vivere da democristiani.
Davanti a questa scelta non possiamo farci un cazzo. A parte ricordarcelo la prossima volta che a scegliere dovremmo essere noi, scegliendo di conseguenza che a rappresentarci sia gente più degna.
Oppure possiamo scegliere a nostra volta di essere democristiani. Con tutte le conseguenze del caso.
Pietro Riparbelli, avvocato di grande successo, riesce a difendere e a far vincere i suoi clienti nelle cause giudiziarie, soprattutto ricorrendo alle bozze che corregge in tribunale. Quella che rappresenta la carta vincente sul lavoro costituisce, però, il suo più grosso difetto nella vita privata…






Castigo1990 è un colpo basso però