Le squadracce dei Content Destroyer
& altre minchiate che la casta della Game Critique racconta
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✊A chi? A Voi! | segamentale
di Pietro “Phatejoker” Iacullo
Prima di tutto, i fatti. Se ho embeddato bene il video qua sotto si può sentire il discorso dalla viva voce di Francesco Serino, altrimenti tocca che vai a manina a 37 minuti e 24 secondi circa. O ti fidi del fatto che nella clip Serino paragona i Content Destroyer alle squadracce fasciste, li accusa di essere i mandanti delle minacce di morte che riceve quando pubblica questa o quell’altra recensione, di stravolgere le sue parole e di rubare il contenuto a lui e colleghi.
Praticamente i Content Destroyer sono i nuovi rom, e Serino vorrebbe la remigrazione.
Tutto questo succede sul canale YouTube di uno Ualone che non fa una piega davanti a queste uscite (salvo poi uscirsene con un “non avevo fatto il collegamento” nei giorni successivi). Ma soprattutto succede in un clima dove è evidente che si sta cercando di fare il possibile per dipingere i Content Destroyer come dei paria invidiosi privi di qualunque talento e/o contenuto.
La verità è che molto semplicemente i Content Destroyer fanno quel lavoro che la critica italiana non vuole fare più.
O forse non ha mai davvero voluto fare bene, perché se alle nostre latitudini il discorso è esploso con Falconero che diventa indipendente, all’estero si affronta la questione almeno dal 2012, l’anno in cui è scoppiato il Doritosgate. E due anni dopo anche il Gamergate ha cercato di appropriarsi della legittima domanda di maggior trasparenza all’interno della critica videoludica per fare il beta testing delle metodologie che oggi l’alt right – i fascisti veri, non quelli di cartapesta di Serino – usa per rovinare le vite dalle stanze dei bottoni di tutto il mondo.
Incredibilmente, ma nemmeno tanto, ad assumere i connotati delle squadracce sono proprio le idee espresse da Serino.
Idee molto simili nella sostanza a quelle del nostro attuale esecutivo per cui bisogna punire i raduni in spazi pubblici o privati con oltre 50 persone, e che da qualche giorno sponsorizza l’idea di chiedere una cauzione preventiva sul conto corrente di chi organizza delle manifestazioni.
Lo scopo è palese: si vuole controllare il dissenso.
Si vuole impedire di esercitare il diritto di critica contro quelle figure che in questo momento (in due misure molto diverse, sia chiaro) hanno un privilegio che vogliono difendere ad ogni costo. Si vuole decidere chi può parlare e cosa può dire, e laddove non si possono usare i DDL si usa la propria posizione mediatica per squalificare l’interlocutore dal dialogo.
“Sei solo invidioso”. “Non hai niente da dire”. “Rubi il contenuto”. Minchiate che mi sono sentito dire un miliardo di volte quando su Gameromancer facevamo critica alla critica, quando cercavamo ancora di salvare un settore che oggi posso dire essere irrecuperabile dall’Endgame che poi è arrivato adesso che l’IA sta sostituendo un sacco di scribacchini presso i vari SpaccioGames e Memeryeye lì fuori.
Minchiate che hanno fatto malissimo.
Non per le parole in sé di cui non me ne fotteva un cazzo all’epoca, figurati adesso che arrivano da un settore che adesso la gente inizia a guardare per quello che è, un circolino di stronzi collusi a vario titolo con le aziende che ritiene perfettamente normale che Sony gli mandi il salame a fine anno.
Hanno fatto malissimo perché molto più banalmente mi hanno dato e mi danno problemi in quello che mi piacerebbe chiamare lavoro, ma proprio per colpa di queste persone lavoro non è e non potrà mai più essere, avendo completamente distrutto il settore con le loro decisioni miopi. Problemi del tipo email mandate a redazione@thegamesmachine.it chiedendo che mi cacciassero, tipo le shitstorm quando alla presentazione del tuo libro arriva una contestazione che col libro non c’entra nulla ma è un’ottima occasione per raccontare a tutto il pubblico che Iacullo è inqualificabile.
Fa molto ridere che chi oggi parla di squadracce – direttamente o meno, perché prima di Serino c’era Kurolily e prima ancora c’era Fossetti a prendersela con chi osava parlare di conflitto di interessi – non si sia mai fatto grandi problemi ad utilizzare metodologie proprie del ventennio. Tutto per rivendicare il privilegio spacciato per necessità di farsi mandare le copie in anticipo perché la recensione pubblicata dopo l’embargo non ha senso, di avere l’invito ai press tour perché altrimenti non puoi parlare con gli sviluppatori (attraverso il filtro e il controllo dell’azienda, perché vorrai mica fare il giornalista vero?), di farsi omaggiare con una PSN Card cicciona all’evento di fine anno PlayStation e continuare a dire al tuo pubblico, qualora scoprisse che l’azienda t’ha dato una pseudo-mazzetta di 50€ da spendere sul suo store, che non sono certo quei 50€ a influenzare il tuo giudizio. 50€ che nel migliore dei casi sono comunque più di quanto guadagneresti scrivendo due recensioni.
Ho solo una cosa da dire a Serino & Co. Ormai i buoi hanno lasciato la stalla.
Invece di indignarsi perché “faccio questo lavoro da 30 anni”, dovresti renderti conto che per 30 anni l’hai fatto male. Hai accettato qualunque favore le aziende che dovrebbero essere oggetto della tua critica ti abbiano offerto scambiandolo per prestigio invece di vederlo come un problema. Hai distrutto la credibilità di quello che fai, che non è per nulla diverso da quello che fa l’influencer medio (che anzi è anche più manipolabile dalle aziende) e il problema sta proprio qui, nel fatto che avresti dovuto essere diverso, avresti dovuto essere l’argine tra quello che l’azienda vuole raccontare e il pubblico.
Come argine avresti avuto un ruolo e una responsabilità percepibili, qualcosa che non può essere sostituito dall’IA. Adesso tu di fatto scrivi comunicati stampa, spesso pagati pure male, sempre meno letti man mano che Google dirotta il traffico su Gemini e te riempi il tuo sitino di banner pubblicitari che rendono l’esperienza di navigazione orrenda per quei pochi che ancora vogliono leggere.
Io ormai penso che sia troppo tardi per reinventarti. Penso soprattutto che così convinto che quei 30 anni di anzianità nel settore contino qualcosa non avresti né l’umiltà né le capacità per reinventarti.
Ma resta il fatto che ormai i buoi sono scappati dalla stalla.
Ora che la questione conflitto di interessi è sul tavolo, non puoi derubricarla a rosicata. Ora che i Content Destroyer hanno un seguito, non puoi più squalificarli tutti parlando di squadracce senza che qualcuno puntualizzi che sei tu in realtà quello che sta cercando di aizzare il pubblico contro.
Puoi continuare a raccontarti stronzate nei tuoi salottini. Puoi definire “cancro del settore” chi sceglie l’indipendenza chiedendo poi scusa e scaricando il barile su chi quella cosa l’ha detta ignorando la tua responsabilità di averlo messo in live sul tuo canale Twitch. Puoi fare un po’ il cazzo che ti pare, ma ormai questo dibattito esiste, queste idee esistono.
E purtroppo per te le idee sono a prova di proiettile.
🎙Bol-sonari: il fandom dei videogiochi | podcast
Mi sta proprio sul cazzo l’idea che “non si può dire niente”, nel senso che ogni volta che parli male di un’azienda o di un giochino sei un hater e quando ne parli invece sei un venduto, un fanboy, “da te non me lo aspettavo”. È così che muore il pensiero critico, sotto scroscianti ticchettii sulle tastiere meccaniche da cui i gamer scrivono i loro commentini di merda sotto questo o quell’altro contenuto.
Per cui ascoltati il cazzo di podcast
e fallo vivere qualche giorno di più.
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Il mondo è adesso gestito da un immenso sistema informatico chiamato Sons of the Typo. Tutti i correttori di bozze del mondo hanno nel loro corpo nanomacchine che gestiscono le loro emozioni, i loro gesti e forniscono loro l'addestramento e le informazioni adeguate. Pietro Riparbelli, invecchiato rapidamente, si trova in Medio Oriente per conto del colonnello in pensione Roy Campbell, ufficialmente come correttore di bozze ONU per il controllo della situazione.



Io, come ho già detto altrove, seguo spesso i ragazzi di Multiplayer, in particolare modo il cortocircuito o in generale i contenuti del trio, che tendenzialmente mi intrattengono quanto basta per ritenerli un buon utilizzo del mio tempo libero, che essendo sempre meno reputo prezioso. Però oh, a sto giro bisogna essere realisti con serino ed i protagonisti di questa cosa e dirgli che hanno davvero cacato il cazzo con sto pensiero per cui “io posso dire quello che voglio in quanto membro di una specie di elite, quelli che non ne fanno parte o sono fortissimi perchè la pensano come me oppure sono semplicemente ignoranti”
Io se sono contro qualcosa devo poterti dire che lo sono e tu mi devi spiegare perchè, secondo te, sono nel torto. Che poi occhio a dare delle squadracce ai CD, che con l’aria che tira potrebbe ribaltarsi in complimento.
Chapeau. Cercano di recuperare l'irrecuperabile. Mi sembrano quei vecchi che pensano che nel ventennio i treni arrivassero in orario.
A Ualone un po' gli credo quando dice di non essersene reso conto/ di non aver inizialmente contestualizzato: fatto sta che la diretta è la tua e sei responsabile di ciò che viene detto al suo interno, dunque magari avrei messo più di un minimo di attenzione a ciò che gli ospiti stavano dicendo.