La trilogia dell'Euro
C'è sempre dietro un Sergio. Solo che non c'entra il western.
Lo scorso 30 luglio Sergio Mattarella ha tenuto un discorso in occasione della Cerimonia del Ventaglio.
Inevitabilmente ci abbiamo visto tantissimo di videoludico. È tutto partito da Fra che mi manda il discorso su Instagram dicendo “pensa applicare questa cosa al giornalismo videoludico”, è finita che abbiamo tirato in mezzo Falconero e Metal Gear Solid.
Non spoilero oltre. Questa è La Trilogia dell’Euro. Cambia il Sergio, cambiano i significati. Cambiano i videogiochi perché cambia anche la società che li partorisce, che spesso i videogiochi manco li ascolta…
🐔Sergio Mattarella sta con Falconero. | atto i
di Pietro “Phatejoker” Iacullo
Da una informazione libera, indipendente, approfondita dipendono convinzioni e valori delle persone, l’esplicarsi della vita quotidiana. Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertà.
– Sergio Mattarella, 30 luglio 2026
Sembrerà una stronzata applicare le parole del Capo dello Stato al “giornalismo” videoludico. A guardarlo bene, giornalismo non lo è mai stato.
Se i tuoi introiti dipendono dal fatto che le aziende ti mandino i giochini, come puoi criticare quelle stesse aziende?
Non parlo solo dei voti in fondo alle recensioni.
Cioè, poi leggi un pezzo su God of War Ragnarok che dice (testuale) “dopo The Last of Us, i videogiochi erano finalmente diventati grandi, pronti ad accogliere personaggi veri, esseri umani digitali” e ti viene un aneurisma al buco del culo.
Però il problema oltre che nell’onestà intellettuale della critica, sta nell’impossibilità di poter parlare di certe cose.
Jason Schreier ha iniziato a fare inchiesta mentre scriveva su Kotaku. Kotaku proprio per questo è finito in ogni blacklist immaginabile, finché Schreier non si è dovuto accasare sul Guardian perché l’unico modo per fare bene il giornalismo videoludico, guarda un po’, è farlo dove ti lasciano fare giornalismo vero.
Il sistema ti da un accesso privilegiato ai giochini (certo, poi devi giocarti 100 ore di Elden Ring in 5 giorni, bella vita ve?), ma quell’accesso arriva ad un costo. E il costo è la libertà.
È il motivo per cui Falconero ad una certa ha detto no.
È il motivo per cui è stato seguito a ruota da altra gente. Che ha evidentemente capito che il costo stava iniziando a diventare troppo alto, soprattutto nel videogioco di oggi.
E lo ha capito anche Mattarella.
Che non sa che è bastato pronunciare le parole “conflitto di interessi”
per far venire un esaurimento nervoso a troppi “giornalisti videoludici”
con secoli di esperienza.
🖖Mattarella ha capito the Last of Us parte 2 meglio di tutti noi | atto ii
di Richard “Amaterasu” Sintoni
“La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale, e aggredisce la Costituzione. Il rifiuto di ascoltare le opinioni altrui nella società e nella scena politica sta causando un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che porta a seminare germi di violenza.”
– Sergio Mattarella, 30 luglio 2026
Violenza chiama violenza. È un concetto talmente semplice che pare ridicolo. Eppure c’è chi di The Last of Us parte 2 rimpiange di non aver potuto finire Abby. Vuoi perché in fondo “Joel non aveva fatto nulla di male, aveva solo massacrato un’equipe di medici che avrebbe potuto salvare il mondo”, vuoi perché Abby stava sul cazzo sin dal primo secondo a schermo.
E pensa un po’, l’origine del male è sempre lì, collocata nel 2014 e in quel Gamergate che voleva bruciare il mondo. E in parte ci è pure riuscito, vista la quantità di stronzi che ancora oggi dice che “si doveva andare fino in fondo con quella storia”.
Anche lì c’è chi scelse la violenza davanti alla ragione, perché la paura di “perdere i videogiochi” era più forte della voglia di razionalizzare e verificare le bugie che certi pezzi di fango hanno fatto passare come Vangelo.
E anche lì sono morte delle persone.
Mattarella ha 85 anni. Eppure è più vicino a noi di quanto noi lo siamo alla generazione che verrà. Perché invece di lasciarle la nostra esperienza stiamo lasciando loro altri semi dell’odio da piantare ai danni del diverso, del migrante, del debole.
Teniamocelo stretto Mattarella. Che dopo di lui rischiamo di trovarci chi flexa i busti del salame di Piazzale Loreto in casa.
E non ce lo vedo a parlare di violenza con un tono di condanna.
Rischia di diventare un mezzo di repressione del dissenso.
💣Sergio Mattarella non ha giocato Metal Gear Solid. | atto iii
di Pietro “Phatejoker” Iacullo
La realizzazione di un’efficace difesa comune europea non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace.
– Sergio Mattarella, 30 luglio 2026
È la teoria della deterrenza, in pratica.
Se sono abbastanza grosso è più difficile che qualcuno venga a minacciarmi, perché avrebbe paura di prendere un sacco di botte. Solo che al di là del fatto che una vita tenuta in equilibrio sulla paura sia una vita di merda, il problema è che spesso la deterrenza non basta.
Nella modalità online di The Phantom Pain, a un certo punto, potevi costruirti la tua atomica come deterrente.
Facendolo, tutti i giocatori sotto i 150mila punti eroismo non potevano più attaccarti. Di contro, quell’atomica diventava un gigantesco bersaglio sulla tua schiena, perché chiunque stesse giocando con l’obiettivo di liberare il mondo dalla minaccia di una nuova Hiroshima prima o poi sarebbe venuto a prenderti. O ci avrebbe provato.
L’online di Metal Gear Solid 5 era un piccolo capolavoro, in questo.
Mostrava quanto un equilibrio raggiunto attraverso la deterrenza fosse fragile. Da una parte e dall’altra, perché anche riuscendo a smantellare il 100% delle atomiche sui server oggi, chi garantisce che domani qualcuno non ne costruisca altre?
Non possiamo sognare la pace, finché decidiamo di giocare questa partita affidandoci a un sistema di pesi e contrappesi.
Chiaro, con la Russia praticamente sul pianerottolo di casa, è difficile non pensare a una difesa europea.
Ma è proprio questa forma mentis a impedirci di distruggere un’idea di guerra che ci portiamo dietro da quando siamo usciti dalle caverne.
🎙La MARIOSPHERE | podcast
Che Nintendo ce lo voglia buttare al culo non è una novità di queste settimane, e a dirla tutta manco di questo secolo. Ci sono però dei nuovissimi sviluppi che noi avremmo anche volentieri fatto a meno di raccontare, ma siccome esiste – appunto – la Mariosfera, ti pare che ne parlino gli Uomini col Nintendo?
⛪Patreon & opere di bene
Se ti sono piaciute le stronzate che hai letto qui sopra, sappi che su Instagram, Tiktok e YouTube ne esce una quasi ogni giorno.
Se ti balla la fresca in tasca, c’è Patreon. Se devi pagare qualcuno, paga chi non ti prende per il culo.
Leggere l’attualità attraverso i giochini è diventato un tratto distintivo di quello che facciamo.
Non è una bella cosa, perché lo è diventato più che altro perché siamo in pochissimi a farlo, e spesso chi lo fa si posiziona solo quando il caffè ormai s’è già freddato e posizionarsi è comodo. Su tutto il resto mica si morde la mano di Sony che ti (de)nutre, perché di costruire Arcadia alla fine ce ne frega un cazzo, conta solo il posizionamento.
Il posizionamento di Gameromancer è che del posizionamento non ce ne frega un cazzo.
E leggendo la newsletter di oggi, forse, hai capito quanto può essere fica la libertà di fottersene. Io ho rimpianto gli anni buttati a farsi problemi sul come crescere, come monetizzare e come diventare famoso con questa merda.
Se non succedono bordelli, in ogni caso, la settimana prossima abbiamo già in canna una delle rarissime newsletter di Calzati. Non anticipo nulla, tocco solo ferro perché sarebbe bello poter parlare anche dei giochini che giochiamo, ogni tanto.
Ma Tajani ce lo fa fare solo fino ad un certo punto.
Ogni tanto Pietro Riparbelli si becca dei “grazie per la revisione della newsletter” comprensibili. Questa settimana è una di queste.

