Il referendum sulla giustizia spiegato con Ace Attorney
Chissà se oscureranno pure questa newsletter perché "sono fake news"...
È da quando si parla del referendum sulla giustizia che mi chiedo come parlarne qua su Gameromancer.
Non è mai stato in dubbio il fatto di prendere posizione. Ho perso il conto degli shadow ban, delle denunziequerele (o minacce di) arrivate negli anni, delle opportunità – anche professionali – che ci siamo bruciati prendendo posizione, per cui non farlo davanti ad una riforma di questo tipo era proprio fuori discussione.
Ma capire come farlo era tutta un’altra faccenda: è innegabile che negli ultimi due o anche tre anni la sinistra, Gameromancer incluso, abbia comunicato malissimo giocando più sul senso di colpa e su una presunta autorevolezza morale che ha fatto più o meno gli stessi danni che hanno prodotto le destre nello stesso tempo. Perché il successo di queste destre è proprio figlio di quanto si è fatto schifo noi a sinistra.
Dall’altra parte non può succedere che una mattina ti svegli e sei democristiano. Nel caso di GR quel tone of voice è parte di un’identità precisa, scelta non perché faceva più comodo la provocazione per fare i like (sennò i numeri sarebbero quelli che faceva Il Cerbero Podcast, per dire) ma perché rispondeva a una necessità. E quella necessità c’è ancora, perché davanti a certe cose il sangue mi – ci – sale alla testa esattamente come lo faceva nel 2020.
Questa lunga premessa per dire che la segamentale™ di questa settimana prova ad essere un po’ la somma di questi due istinti opposti. Un po’ divulgazione e un po’ provocazione, nella speranza che qualcosa rimanga addosso non tanto a chi segue le nostre stronzate abitualmente, ma a quanta più gente possibile.
Non so se ci sia un’alternativa ad altri tot anni di alt right al governo, e anzi penso che le cose peggioreranno prima che possano migliorare. Ma quando potranno migliorare dobbiamo essere pronti.
Prima di certo non lo eravamo.
Phoenix WLeft: Referendum for All | segamentale
di Pietro “Phatejoker” Iacullo
Manfred von Karma è un PM spietato. Pur di ottenere un verdetto di colpevolezza nel corso dei suoi 40 anni di carriera ha fatto di tutto, e infatti è imbattuto. Ha nascosto prove, intimidito testimoni, manipolato la polizia... È un pezzo di merda senza il minimo scrupolo, e non ti racconto le cose peggiori solo perché Ace Attorney te lo dovresti proprio giocare e quindi non te lo spoilero.
Ora, immagina un Consiglio Superiore della Magistratura dove le camere possono nominare chi vogliono, inclusi stronzi come Von Karma.
Servirebbe un contrappeso per equilibrare il Consiglio, siamo d’accordo? Ecco, il contrappeso però non viene nominato, ma estratto a sorte. E ti capita Winston Payne, cioè il PM scarso in culo che affronti nel caso-tutorial e riesci a battere in scioltezza. Uno che Von Karma si mangerebbe vivo, figurati quanto potrebbe tenergli testa.
Se votiamo per il “no” invece di estrarre a sorte Winston Payne la magistratura potrebbe nominare qualcuno di competente per arginare Von Karma, tipo quel Miles Edgeworth che già nel corso del primo gioco della serie impariamo a conoscere come un PM di specchiata moralità e interessato a far funzionare il sistema, non a preservare il suo record di invincibilità.
Il 22 e il 23 marzo bisogna andare a votare “no”. E bisogna farlo soprattutto perché il referendum è senza quorum, quindi anche andassero a votare solo quelli che han giocato Ace Attorney (troppo pochi) il risultato sarebbe vincolante lo stesso.
Quindi fai il tuo dovere. Altrimenti non sei un clown, sei l’intero circo.
Corto Muso| podcast
Nel calcio come nei videogiochi il corto muso paga sempre. Scoprilo nell’ultima puntata del podcast più videoludicamente scorretto del videoludo.
Altre cose più o meno politiche (e più o meno videoludiche) di questa settimana
Il Board of Peace di Trump pare uscito da Fallout 3
di Richard “Amaterasu” Sintoni
Se vivessimo (già) nel mondo di Fallout il Board of Peace di Trump si terrebbe alla Tenpenny Tower.
Appena fuori dal Vault 101 c’è la piccola cittadina di Megaton, il primo posto che dopo la tua fuga puoi iniziare a chiamare “casa”. Li vieni accolto, ti viene dato un letto, un pasto, dell’accoglienza.
Però ti viene data anche un’opportunità: un misterioso tizio ti offrirà un bel po’ di tappi e un tetto di lusso se deciderai di collaborare con lui e col suo capo, facendo saltare in aria la testata nucleare al centro di Megaton radendola al suolo.
Il perché? Perché secondo Alistair Tenpenny, il mandante dell’incarico, Megaton è “una baraccopoli antiestetica”, e la gente che la abita un’accozzaglia di disperati che rovinano la sua idea di un paradiso post-apocalittico.
Questo, o più semplicemente gli rovina il paesaggio dal balcone del suo attico. E cosa vuoi che siano qualche decina di vittime con una vista da cartolina che si affaccia sulla fine del mondo
E a conti fatti, cosa avresti da perdere? A parte un po’ del tuo indicatore karmico ovviamente. Non ci sono vittime se non ci sono sopravvissuti, e avresti solo da guadagnarci con il tuo mega attico con riscaldamento e soffici coperte in quella landa desolata.
O puoi anche decidere che sta cosa ti fa schifo solo a pensarla. D’altronde è un videogioco, stai solo ruolando un personaggio senza nome. Non hai bisogno di inventarti scuse tipo che dei confini costituzionali ti impediscono di farlo, puoi tranquillamente dire a Tenpenny che è un bastardo.
Nessuno ti biasimerebbe se trovassi il coraggio di dire che no, non vuoi unirti a un branco di ricchi mecenati. Specie se ad un certo punto venisse fuori che questi si stanno spartendo la carcassa di un paese fatto a pezzi dalle bombe macherandosi dietro a “un congresso per la pace”.
Nessuno ti biasimerebbe. E forse il tuo allineamento karmico sarebbe un po’ meno negativo.
Ho deciso di credere ancora a Fable
di Igno
Ho deciso di creare alle favole.
Ancora per un po’.
Voglio crederci finché Microsoft non ucciderà questa ultima scintilla di magia. Strapperà le ali alle sue fate e getterà la testa di Fable nel cesso per farla finire nel suo cimitero delle cose belle.
Ci voglio credere nonostante Fable sia una fiaba e non una favola e ogni volta che qualcuno le confonde vorrei sparare sulla folla. Voglio crederci perché forse questa rabbia dipende anche dal mondo sempre meno fiabesco che mi circonda.
E voglio crederci perché Fable porta un fantasy che vediamo sempre meno: poco dark e tanto colorato, eroico e buffo, anche nella banalità del suo essere un mondo da libro illustrato per bambini. Perlomeno di facciata.
Adoro tutta la deriva disturbante e grottesca nata la scorsa generazione ma ho necessità di sentirmi dietro un racconto che possa iniziare con “C’era una volta”. Con boschi rigogliosi e buffe creature. Non per sentirmi di nuovo bambino ma perché anche da adulto ho bisogno di fiabe. Ho bisogno di crederci qui perché ho smesso di farlo da ogni altra parte.
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Tre vite in prima persona: la parabola di Vince Zampella | spammini
Su PoteriArcani La Rivista Ufficiale™, al secolo The Games Machine, qualche settimana fa ho scritto questa cosa un po’ alla memoria di Vince Zampella che s’è ammazzato male in un incidente stradale a fine anno.
Zampella è uno che in altri anni avremmo riconosciuto come un innovatore per lo sparatutto in prima persona, ed è un po’ un peccato che oggi certi contributi passino in secondo piano perché il videogioco è meno frontiera.
Quindi leggiti l’approfondimento →
Nessun altro progetto di giochini ha parlato del Board of Peace di Trump.
Nessun altro progetto di giochini ha cazziato Giorgiona Meloni per aver risposto al suddetto parrucchino con 24 ore di lag davanti a delle bestialità dette sui soldati alleati in Medio Oriente, dove abbiamo pagato col sangue l’essere parte dell’ONU e il minimo che un alleato debba fare per chiamarsi tale è riconoscerlo.
Nessun altro progetto di giochini prenderà posizione sul referendum, o se lo farà lo farà quando il campo sarà largo e le potenziali perdite di follower ridotte al minimo. Perché sennò poi mica ti invitano ai Nerd Show o ad altre stronzate del genere a salire sul palco e a raccontare cazzate al pubblico (che è li per un altro motivo, se non direttamente per salire pure ləi sul palco appena scendi te).
I motivi per continuare a seguire noi stronzi sono questi. Se non sono sufficienti, me ne farò una ragione.
Nel 2016, Pietro Riparbelli, un avvocato revisore appena assunto presso lo studio legale Typo& Co., accetta di rappresentare il suo amico d'infanzia Larry Butz, accusato dell'omicidio della sua ragazza Cindy Stone.




Letto in ritardo ma davvero utile. Non pensavo che Phoenix Wright sarebbe servito per spiegare un referendum (di cui sapevo poco o nulla). Inoltre il pezzo sul Board di Trump/Fallout 3 è qualcosa che mi ha riportato alla mente ricordi molto particolari. Grazie.