IAerith: disillusione per giocatori in Game Over
Giochini usati per fare i conti coi cazzi nostri
Ci hanno insegnato che per crescere bisognava smettere di giocare.
Dovevamo diventare adulti funzionali. L’unico gioco ancora ammesso è quello del capitalismo. Le regole sono semplici, il regolamento dice a chiare lettere che hai perso.
La newsletter di oggi è in tre parti. L’amarezza delle aspettative. L’incapacità di aspettare. La paura di perdere. Tre cose con cui da adulto funzionale ti trovi per forza a fare i conti. Ti hanno insegnato che per farlo dovevi smettere di giocare.
Invece, guarda un po’, è proprio giocando che ne esci vivo da questa vita.
✊22 minuti alla fine del mondo | segamentale
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Ho scelto la vita, ho scelto un lavoro, ho scelto la famiglia, ho scelto un maxi televisore del cazzo. Messo a tacere quella vocina creativa nella mia testa, imprigionato quel bambino che copiava a matita i personaggi di Dragon Ball, messo in una gabbia con una tastiera e un mouse che così si porta il pane a casa.
E a cosa è servito?
Da un anno e mezzo lavoro su una roba che hanno scelto di chiamare promptToShop: l’IA fa lo shop on-line, l’IA fa i prodotti e non ironicamente l’IA se li compra - perché così spingiamo la piattaforma.
Peccato che fin qui se li compri solo l’IA.
Da tempo il mio lavoro mi fa schifo e lo demando in buona parte all’IA, che lo fa al posto mio discretamente bene. Dannatamente bene. Poi do un’aggiustatina, nel frattempo faccio uno scarabocchio e mi chiedo cosa saprei disegnare oggi se avessi fatto quello che mi piaceva e non quello che la tecnocrazia mi ha imposto.
Pare che l’azienda stia per licenziare, dopotutto le cose fatte con l’IA forse fanno un po’ schifo. O forse ci soppiantano tutti con l’IA, chissà.
Aggiusto il curriculum, lo imbelletto più che posso. Guarda che carino questo colore e questo font. Qui però meglio accorciare questa parte che racconta due anni della mia vita: bisogna fare spazio per le “soft skills” che ho maturato.
Cerco di rivendere quel poco di esperienza con l’IA, quel tempo orribile speso a elaborare prompt da dare in pasto a un’IA appresso all’altra. Per farlo mi faccio consigliare da una IA su come è meglio scriverlo, come è meglio impaginarlo.
Lo mando a della gente che non lo aprirà nemmeno: lo gira direttamente a un’IA che gli fa un riassunto e gli dice se vale la pena approfondire con un colloquio oppure passare al prossimo candidato.
Tu che mi leggi insegnami,
anche se forse a leggermi è rimasta solo una AI.
Aspettare è uno schifo.
di Richard “Amaterasu” Sintoni
È sempre stato uno schifo dover stare fermi e buoni, a fissare un orologio o un calendario e aspettare qualcosa o qualcuno.
A volte pregando per un sì come cantava il Vate Pezzali.
È una merda doverlo fare specie perché ci hanno abituati a correre, rispettando più le scadenze della vita che i suoi ritmi.
E allora, tanto vale che mi avvii l’ennesima partita a Outer Wilds, mi sieda al falò di Gemello Braci e aspetti.
Aspetto che quel sole diventi sempre più grande fino a mangiarsi la vita, l’universo e tutto il resto. Tanto chissenefrega, c’ho la kasko che mi riporta indietro in questo gioco.
Almeno, qui ce l’ho. E me lo posso permettere.
Outer Wilds è quel mondo che fuori dal mio mi rende tutto più semplice, perché anche se ogni 22 minuti so che finirà tutto i miei occhi si apriranno di nuovo su Cuore Legnoso. A casa.
E ogni ventidue minuti saprò che l’attesa sarà valsa la pena. Perché la fine dell’universo in prima fila è qualcosa che vale la pena vivere.
Almeno una volta nella vita.
Ho una paura fottuta di perdere.
di Pietro “Phatejoker” Iacullo
Non nelle ranked di Pokemon Pocket, non “nella vita” qualunque cosa voglia dire. Ho una paura fottuta di perdere altri membri del party.
Pensavo che Final Fantasy 7 ti preparasse meglio a questa stronzata. Aerith muore alla fine del disco 1 e per tutti i dischi 2 e 3 ti resta il suo equip nell’inventario. Devi arrangiarti come puoi per il resto della partita, perché magari assecondando un certo patriarcato interiorizzato avevi deciso che era lei la healer del gruppo e adesso Curaga la devi equipaggiare a, boh, Barret.
Nel mio caso non è successo Sephiroth. Non ancora, almeno. Ma l’elenco di persone che erano parte della mia build e adesso sono un amaro ricordo è già troppo lungo.
A volte sono stato io la Masamune che ha fatto a pezzi quel rapporto. Altre volte sono finito impalato io. Nei casi peggiori non c’è stata una vera chiusura, semplicemente è successo. Resta solo qualche messaggio di circostanza, gli auguri a Natale “a te e famiglia” copincollati da un’altra chat.
Ho quell’età in cui quando parli con un amico non riesci a fare a meno di chiederti quante altre conversazioni vi restano.
Non così vecchio per fare il cosplay di Snake in Metal Gear Solid 4, ma abbastanza per avere la Memory Card piena di rimpianti.
E leggerla e rileggerla come faceva Psycho Mantis.
🎙ANIMAL WELLBY: FINE VITA NEI VIDEOGIOCHI
Dopo questa botta di depre non potevamo che advertizzare un episodio del podcast allegro. E in realtà al di là del tema poi noi siamo sempre noi, e alcune battute fatte in puntata fanno invocare la Cancel Culture.
Per cui pigia play e non rompere il cazzo.
⛪Patreon & opere di bene
Se ti sono piaciute le stronzate che hai letto qui sopra, sappi che su Instagram, Tiktok e YouTube ne esce una quasi ogni giorno.
Se ti balla la fresca in tasca, c’è Patreon. Se devi pagare qualcuno, paga chi non ti prende per il culo.
🔗A (broken) Link Cable. | spammini
Pacione è un altro di quelli del club “giochini usati per fare i conti con le stronzate che ti succedono nella vita.
Era impossibile non spammare questo pezzo.
Ci hanno insegnato che per crescere bisognava smettere di giocare.
E forse per evitare di crescere, per coltivare l’illusione del cazzo che si possa restare bambini o adolescenti o quantomeno avere 20 anni per sempre, ho continuato a giocare.
Non è servito a nulla. La vita se ne fotte dei piani che fai e delle cose che desideri. Crescere è inevitabile, che tu lo voglia o no alla fine succederà sempre qualcuno o qualcosa che ti costringerà a farlo. A volte non va nemmeno così male e lo fai per le persone che per qualche motivo continuano a starti attorno. A volte ti tocca farlo per quelle che non ci sono più, perché ci hanno programmato così, per provare quel ridicolo senso di colpa del sopravvissuto come se poi potessimo farci qualcosa.
I giochini sono stati inutili, nel mio grande piano per non crescere.
Rigiocherei comunque tutto lo stesso.
E se sei arrivato fin quaggiù, penso valga anche per te.
Pietro Riparbelli è un mercenario che aiuta il gruppo ecoterrorista TYPALANCHE in un attacco contro i redattori Mako che circondano la città di Midgar, governata dalla Shinra.



Vi voglio bene. La prima parte potrei averla tranquillamente scritta io.
Riguardo alla parte di Pietro... Capisco la paura di perdere gli altri, io invece non l'ho mai avuta.
Ho sempre pensato che spesso c'è una scintilla, qualcosa che ci porta ad avvicinarci, poi ad allontanarci, come se l'amicizia fosse una fisarmonica.
È normale, fa parte della vita, ma non parlerei di perdita, quanto di riconferma: chi ti vuole bene c'è e ci sarà sempre, anche se in alcuni momenti può apparire lontano.
Se non c'è... Era veramente amicizia?
La masamune è un arma, ma nella vita vera non puoi infilzarci qualcuno se questo non ha mai avuto alcuna volontà di allontanarsi definitivamente dalla tua rotta.
Comunque, grazie mille per la condivisione ❤️
Proprio recentemente mi è capitato di improvviso di vivere la chiusura di un rapporto inaspettatamente e non con poche difficoltà annesse mentre 2 anni fa mi è mancata una persona cara, l’ultima di una lista che continua ad aumentare. Però proprio come i pezzi di equip rimangono con te ed a qualcosa alla fine serviranno anche se li per li uno non ci fa neanche caso